come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step

Come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step

Come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step

Hai un’azienda o un’attivita’ commerciale e tutti ti dicono che il Social per il business e’ LinkedIn; anche tu sei consapevole che i tuoi potenziali clienti sono prevalentemente raggiungibili attraverso questa piattaforma. Ti sei quindi deciso a promuovere la tua attivita’ su LinkedIn ma non sai da dove puoi iniziare: qui puoi scoprire come promuovere la tua azienda su LinkedIn tre step.





Perfetto. Sei approdato nel luogo giusto! in questo articolo ti spieghiamo, in tre step fondamentali come promuovere con soddisfazione la tua attivita’ su LinkedIn.

 

Come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step

Ritagliati pochi minuti e prendi nota di come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step.




  1. Crea una pagina aziendale gratuita

Le pagine aziendali sono un modo semplice e gratuito per  promuovere la tua immagine aziendale, il tuo marchio ed i tuoi prodotti su LinkedIn.

Tutto ciò che ti serve per iniziare è un account LinkedIn e un indirizzo email verificato (LinkedIn verifichera’ istantaneamente se sei idoneo a creare una pagina per conto della tua azienda).

 

E’ quindi necessario avere una Pagina aziendale per pubblicare contenuti sponsorizzati e annunci InMail sponsorizzati.

Tieni sempre in considerazione che la pubblicazione di contenuti di alta qualità migliorerà i risultati delle aste, ottimizzando i tuoi investimenti; infatti il punteggio assegnato da LinkedIn  premia chi pubblica regolarmente contenuti che generano un numero elevato di clic, Mi piace, commenti e condivisioni.

 

  1. Scopri i formati degli annunci

Diverse sono le opzioni disponibili per promuovere i tuoi contenuti o le tue offerte. Vediamo quante e quali sono.

Gli inserzionisti su LinkedIn possono utilizzare:

Ecco una breve descrizione di ogni formato:

Il contenuto sponsorizzato è di fatto la pubblicità nativa che appare nel feed di LinkedIn su desktop, dispositivi mobili e tablet.

come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step
Contenuto Sponsorizzato

 

InMail Sponsorizzati permettono l’invio di messaggi LinkedIn personalizzati e mirati che generano più conversioni che email.

come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step
InMail Sponsorizzati





Gli annunci di testo sono annunci pay-per-click (PPC) o costo per impressioni (CPM) che appaiono sul desktop di LinkedIn. Questi annunci presentano un titolo semplice, una descrizione e una piccola immagine.

come promuovere la tua azienda su LinkedIn in tre step
Annunci di testo

 

       3. Crea il tuo account Campaign Manager

Campaign Manager è la piattaforma pubblicitaria all-in-one su LinkedIn. Puoi impostare account pubblicitari, eseguire campagne e controllare il budget non appena effettui l’accesso. Tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare è un account LinkedIn e una carta di credito.

Semplice no? Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori approfondimenti sul tema, analizzando in dettaglio i tre step proposti. Torna a visitarci spesso o iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere gli aggiornamenti. Grazie per l’attenzione. 

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Internet al via il bando per il 5G

Internet al via il bando per il 5G

Internet al via il bando per il 5G

Avviata la procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri bidirezionali nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz, in attuazione di quanto previsto dalla legge di bilancio 2018 che prevedeva misure economiche per favorire la transizione alla nuova tecnologia 5G.

Con la pubblicazione del bando e del Disciplinare di gara sulla base delle regole definite dalla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la delibera 231/18/CONS, dell’8 maggio 2018, l’Italia si conferma tra i paesi leader in Europa per lo sviluppo del 5G. Tale atto rappresenta, infatti, una importante decisione strategica che pone il nostro Paese all’avanguardia sia per la quantità e la qualità dello spettro messo a disposizione degli operatori di comunicazione elettroniche sia per le potenzialità di sviluppo di servizi innovativi per i cittadini e le imprese ma anche per la stessa pubblica amministrazione.



L’Italia, già al centro dell’attenzione internazionale con la sperimentazione di reti e servizi 5G in 5 città, si pone come uno dei paesi più avanzati al mondo nella adozione di tale nuova tecnologia che, per le sue caratteristiche, quali la bassa latenza, la grande capacità di banda, i bassi consumi energetici, l’alta affidabilità, nei prossimi anni consentirà la digitalizzazione di ampi settori economici: dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita.

Con l’asta vengono messi a gara 1275 MHz di spettro nelle bande pioniere per il 5G attuando il 5G Action Plan europeo. Più precisamente:

  • 1000 MHz nella banda a 26GHz
  • 200 MHz nella banda a 3.7 GHz
  • e 75 MHz in quella a 700 MHz.

Le domande di partecipazione, redatte secondo le modalità indicate nel Disciplinare di gara, dovranno essere presentate entro e non oltre il 2 agosto 2018, esclusivamente mediante consegna a mano, presso il:

Ministero dello Sviluppo Economico
Direzione Generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali – Divisione II
Viale America 201, 00144 Roma – stanza A544

dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle ore 9,00 alle ore 12,00.

Dell’avvenuta consegna il Ministero rilascerà apposita ricevuta ed entro 10 giorni comunicherà l’ammissione o l’esclusione dalla procedura.

Eventuali richieste di chiarimenti sulla procedura di gara potranno essere formulate entro il 16 luglio 2018 ed inoltrate via pec all’indirizzo dgscerp.div02@pec.mise.gov.it  e contestualmente, in formato “.doc”, via mail a donatella.proto@mise.gov.it.

Le risposte ai quesiti saranno rese ai singoli richiedenti entro i successivi 5 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dei quesiti e pubblicate in forma aggregata sul sito internet del Ministero.

L’elenco dei soggetti ammessi alla procedura di assegnazione delle frequenze sarà reso pubblico sul sito internet www.mise.gov.it .

Entro il 10 settembre 2018 le imprese ammesse alla procedura dovranno presentare la propria offerta economica sulla base degli importi minimi di aggiudicazione previsti nell’Avviso di gara e nel relativo Disciplinare.



Internet al via il bando per il 5G – Le dichiarazioni del Ministro

“Inizia oggi una nuova tappa del percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una tecnologia innovativa, la rete 5G, che non è semplicemente un’evoluzione del 4G, ma è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico, una tecnologia che rappresenta un punto di rottura con il passato, sia per quanto riguarda la velocità sia il tempo di latenza, e offre potenzialità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati. La connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti, coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l’associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile, che prevede che le reti 5G dovranno anche soddisfare le esigenze di nuovi casi d’uso, come l’Internet of things (dispositivi connessi a Internet) nonché servizi di trasmissione e linee di comunicazione d’importanza vitale in occasione di disastri naturali”, ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi di Maio.

“Oggi è stato approvato il bando di gara e il relativo disciplinare – continua il Ministro -, i cui testi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale saranno disponibili sul sito internet del Ministero. La procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri bidirezionali nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz prende l’avvio delle disposizioni della legge di bilancio 2018 che prevedeva importanti misure economiche per favorire la transizione alla nuova tecnologia 5G”.

“Con la pubblicazione del bando e del disciplinare di gara, l’Italia si conferma tra i paesi leader in Europa per lo sviluppo del 5G. Questo atto rappresenta, infatti, un’importante decisione strategica che ci pone all’avanguardia sia per la quantità e la qualità dello spettro messo a disposizione degli operatori di comunicazione elettroniche sia per le potenzialità di sviluppo di servizi innovativi per i cittadini, le imprese e per la stessa pubblica amministrazione. Le caratteristiche di tale nuova tecnologia consentirà la digitalizzazione di ampi settori economici: dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita per il nostro Paese”.

“Le differenze tra il 4G e il 5G – continua il Ministro – vanno al di là della maggiore velocità e si traducono, come già anticipato, in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema (volume di dati per unità di area), un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione in porzioni più grandi dell’area di copertura, latenze inferiori, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l’installazione delle infrastrutture, una più elevata versatilità e scalabilità e, infine, una più elevata affidabilità delle comunicazioni”.

“Voglio infine rimarcare come la connessione a Internet sia espressione di democrazia e debba essere considerata un diritto primario di ogni cittadino. Tutti i consumatori avranno diritto alla fruizione dei servizi di fonia e internet a un prezzo accessibile, come stabilito dagli artt. 79 e 80 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche approvato dal Parlamento Europeo” ribadisce Di Maio. “C’è libertà degli Stati di prevedere fondi interamente nazionali o privati per sostenere la misura. C’è inoltre libertà degli Stati di prevedere che le fasce deboli abbiano pacchetti agevolati in modo tale che non siano socialmente escluse arrivando a erogare il servizio gratis, se ritenuto necessario, compatibilmente con il regolamento sul regime di aiuti di stato. Internet – conclude il Ministro – deve essere considerato un bene di prima necessità, alla stregua dell’acqua e dell’energia elettrica, accessibile a tutti, in special modo ai più svantaggiati economicamente”. (Fonte MISE)

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E mail marketing

E mail marketing – Come far crescere il tuo database

E mail  marketing – Come far  crescere il tuo database

Crearsi un proprio database (lista di indirizzi mail) è alla base di ogni strategia di e mail marketing. Una lista generata secondo le stringenti regole vigenti in materia di Privacy, aggiornata e curata, rappresenta un importante asset per ogni business.

Una buona strategia di e mail marketing aiuta ad acquisire nuovi clienti e a fidelizzare quelli già acquisiti, in altre parole è una leva irrinunciabile per far crescere il business.

Siccome noi in Moretta Business Consulting abbiamo come unico obiettivo quello di far crescere il tuo business, con piacere vogliamo condividere con te una serie di consigli pratici per migliorare la tua strategia di e mail marketing.

 


Come migliorare il tuo e mail marketing

  • La prima cosa da fare è ottimizzare i form di iscrizione. Come?
  1. Rendili visibili
  2. Non chiedere troppe informazioni
  3. Offri sempre qualcosa in cambio che il tuo potenziale iscritto percepisca come di valore
  4. Sii trasparente ed etico. Non nascondere nulla.
  5. Se possibile aggiungi recensioni e testimonianze che ti aiutano guadagnare fiducia.

 

  • Relegare un modulo di richiesta informazioni o un form di iscrizioni alla pagina “Contatti” è una tecnica ormai preistorica. Moltiplica invece le opportunità che gli utenti/visitatori/lettori possano iscriversi alla tua lista. Inserisci il modulo di iscrizione negli articoli del blog, nelle pagine del sito e nelle landing page. Il concetto è quello che ogni qualvolta un utente/visitatore fruisce dei tuoi contenuti e li trova interessanti deve poter facilmente iscriversi per riceverne altri, senza dover cercare nel sito il form per farlo.

 

  • Realizza messaggi di benvenuto per coloro i quali si iscrivono alla tua lista. Nel preparare il messaggio tieni conto di queste semplici, ma fondamentali, regole:

 

  1. Personalizza il messaggio e mail, almeno inserendo il nome del contatto. Generalmente, a meno di settori particolari, si consiglia di usare uno stile informale, magari dando del tu.
  2. Setta il sistema in modo che la e mail di benvenuto sia inviata tempestivamente rispetto alla iscrizione.
  3. Riepiloga sommariamente quali sono i vantaggi dell’iscrizione e fornisci maggiori informazioni sui tuoi servizi (sinteticamente).
  4. NON DIMENTICARE DI RINGRAZIARE. Chi ti ha dato un proprio indirizzo e mail, ha riposto fiducia in te: ringrazialo e non deludere le sue aspettative.

 

  • Cura la grafica e il copywriting delle e mail che invii:

 

  1. Come sempre: crea contenuti di valore, o meglio, che il tuo target considera di valore.
  2. Non sottovalutare l’Oggetto della e-mail: è un fattore che influenza decisamente le performance. L’oggetto deve essere pertinente ed interessare, accattivante.
  3. Vai dritto al punto. Nel primo paragrafo del testo del messaggio e mail chiarisci subito di cosa stai parlando e fornisci eventuali dati.
  4. Formatta ed impagina bene la e mail; inserisci immagini o illustrazioni ad alta definizione.

 

  • Concentrati su clienti ad alto potenziale.

 

  • Prima di inviare testa, testa e testa.

 

  • Infine: tieni sotto controllo le principali metriche per valutare il tasso di coinvolgimento.

 

 

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Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione

Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione

Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione

E’ aperta la call di partecipazione alla Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, il più importante appuntamento  europeo di internazionalizzazione tra i due Paesi, in programma dal 22 al 25 ottobre 2018 che toccherà Napoli, Roma e Cagliari. La manifestazione sarà inaugurata a Napoli il 23 ottobre alla presenza dei Ministri Marco Bussetti Wang ZhiGang.

Mirata alla creazione di partenariati scientifici, tecnologici e produttivi nei contesti innovativi di ricerca e impresa, la Settimana Italia-Cina cade quest’anno nel 40° anniversario della firma del primo accordo intergovernativo tra le due nazioni e si conferma quale “strumento fondamentale di promozione di iniziative bilaterali su ricerca e innovazione” così come riconosciuto dalla “Dichiarazione Congiunta” firmata nel novembre del 2017 dai Ministri della Ricerca italiano e cinese.



La manifestazione segue il format consolidatosi negli anni con seminari, workshop e tavole rotonde sulle tematiche di rilevanza per i rispettivi Paesi, incontri one-to-one tra università, enti e aziende italiane e cinesi, visite a centri di eccellenza italiani. Sono inoltre previsti due eventi specifici in occasione dell’evento principale a Napoli: l’iniziativa per Start-up Innovative e i Giovani Talenti, che avranno l’opportunità di incontrare investitori ed incubatori italiani e cinesi, con la terza edizione dell’Italy-China Best Start-up Showcase, e la Vetrina della cooperazione con una sessione poster e l’esposizione di prototipi frutto della cooperazione tra istituzioni ed imprese italiane e cinesi.

Momento centrale di un programma permanente di cooperazione tra i due Paesi, la Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione racchiude il China Italy Innovation Forum (CIIF – IX edizione) e il Sino-Italian Exchange Event (SIEE – XII edizione) che si svolgeranno rispettivamente il 22 e il 23 ottobre a Napoli, cui seguiranno due focus territoriali tematici il 24 e 25 ottobre a Roma e a Cagliari.

Per maggiori informazioni su termini e modalità di partecipazione puoi scaricare qui la Call con tutte le informazioni ed il link per iscriverti.

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strategia di comunicazione nel ciclo di vita di un prodotto o servizio

Strategia di comunicazione nel ciclo di vita di un prodotto o servizio

Strategia di comunicazione nelle fasi di vita di un prodotto o servizio

In questo articolo troverete consigli e spunti di riflessione su quale strategia di comunicazione sviluppare per ognuna delle fasi di vita di  un prodotto o servizio,

 

Strategia di comunicazione nel ciclo di vita di un prodotto o servizio  – Il Marketing Mix

La strategia di riferimento  è denominata Marketing Mix ed include tutti gli aspetti da considerare nella gestione di un prodotto o servizio.

Il Marketing Mix, come ben sappiamo, è formato dalla famose 4P:

  • Product (prodotto) – Sono analizzate e messe a regime le principali caratteristiche che definiscono il prodotto/servizio
  • Price (prezzo) – La definizione del valore economico di un prodotto/servizio
  • Promotion – publicity (la comunicazione) – La strategia che determina le attività funzionali a far conoscere un prodotto ai suoi consumatori, veicolando i messaggi in grado di presentarne i valori tangibili ed intangibili. La comunicazione si sviluppa attraverso diversi strumenti che vanno dalla pubblicità alla promozione, dalle relazioni pubbliche  al conversational marketing.
  • Point of sale, Place (Distribuzione) – La definizione di tutte le modalità attraverso cui il prodotto/servizio arriva al consumatore finale.

 




Strategia di comunicazione nel ciclo di vita di un prodotto o servizio

Il prodotto/servizio ha un ciclo di vita composto da 4 fasi, cui corrispondono obiettivi specifici di marketing/comunicazione:

  1. Lancio/nascita: è ovviamente il momento di ingresso sul mercato e gli obiettivi di marketing e comunicazione sono quelli di far conoscere ed apprezzare il prodotto rispetto ai concorrenti. E’ il momento di maggior investimento. 
  2. Crescita/sviluppo: è il momento in cui il prodotto deve occuparsi di conquistare quote di mercato rispetto ai concorrenti. La comunicazione in questa fase ha il compito di sostenere e promuovere l’atto di acquisto, sottolineando le differenze rispetto ai concorrenti. E’ un momento delicato ed importante per costruire la relazione di fiducia con i propri consumatori.
  3. Maturità: è il momento in cui la domanda del prodotto diminuisce a causa di diversi fattori, come una concorrenza maggiore e più innovativa. In questa fase la comunicazione, abbinata ad una strategia di rivitalizzazione del prodotto, ha l’obiettivo di consolidare l’immagine del prodotto passando a iniziative più istituzionali. L’obiettivo non sarà tanto quello di aumentare le vendite ma quello di consolidare l’immagine ed il valore del brand e dell’azienda che lo ha prodotto.
  4. Declino: quando un prodotto non può sostenere più le sfide di un mercato in continua evoluzione e qualsiasi investimento per rivitalizzarlo sarebbe notevolmente superiore al ritorno ipotizzabile. In questa fase la comunicazione, se necessario, deve solo accompagnare le azioni finalizzare alla riduzione delle spese.

Continua a seguirci per non perdere ulteriori aggiornamenti sul tema.

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FCA annuncia 3 miliardi di euro di investimenti in Sud America

FCA annuncia 3 miliardi di euro di investimenti in Sud America

FCA annuncia 3 miliardi di euro di investimenti in Sud America

FCA ha in programma di investire 14 miliardi di reais (pari a oltre 3 miliardi di euro) in Sud America tra il 2018 e il 2022, nell’ambito di un piano globale di investimenti totali di 45 miliardi di euro.

L’obiettivo è sviluppare ulteriormente gli impianti di Betim (Minas Gerais) e soprattutto di Goiana (Pernambuco), per rafforzarne il potenziale e aumentare la competitività. Nello stabilimento di Pernambuco la capacità produttiva annuale sarà portata da 250 mila unità a 350 mila e si prevede di attrarre da 15 a 20 nuovi fornitori.

Il polo automobilistico Jeep a Pernambuco, in Goiana, è una parte importante della strategia globale di FCA. Lo stabilimento ha una flessibilità che consente la produzione simultanea di differenti modelli e la produzione fino a 250.000 veicoli all’anno. È il più moderno impianto di assemblaggio del gruppo FCA nel mondo. Trae spunto da oltre 15.000 best practices adottate nel gruppo a livello globale grazie al sistema World Class Manufaturing. Il focus principale è sull’eccellenza della produzione e sull’ottimizzazione dei flussi logistici.​

Pernambuco è uno stato del Brasile situato nella regione del Nordest  la cui capitale e’ Recife. Pernambuco è una grande destinazione turistica, commerciale, logistica e industriale del Brasile.

 



 
FCA annuncia 3 miliardi di euro di investimenti in Sud America

Nello specifico, dei 14 miliardi di Reais annunciati, 9 saranno destinati alla produzione Fiat mentre 5 saranno destinati a Jeep. Si prevede il lancio di 25 veicoli nei prossimi 5 anni, di cui 15 modelli Fiat e 10 della Jeep, che verranno prodotti a Goiana.

Si stima che in 5 anni le vendite del gruppo FCA in America Latina passeranno da 700 mila veicoli all’anno a 1 milione di unità. Secondo il bilancio della compagnia, l’azienda in America Latina nel 2017 ha guadagnato 8 miliardi di euro, il 29% in più rispetto all’anno precedente. Fiat si situa al terzo posto nel mercato brasiliano, con una quota pari al 12,76% del totale, mentre Jeep si posiziona al 4,04%. (FONTE: ICE SAN PAOLO)

(Photo Credit FCA )

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Start Up Lazio Innova Spazi Attivi

Start Up Lazio Innova Spazi Attivi

Start Up Lazio Innova Spazi Attivi

Lazio Innova promuove la creazione e lo sviluppo di startup innovative e a tal fine offre competenze specifiche, partnership tecnologiche, produttive, finanziarie e commerciali, oltre a opportunità di networking attraverso gli Spazi Attivi.

Gli Spazi Attivi  sono concepiti come spazi di creatività dove i brillanti imprenditori di domani possono progettare le proprie idee innovative; luoghi di condivisione e di rete che contribuiscono alla nascita e allo sviluppo di startup dove sono allocate competenze specifiche e partnership tecnologiche, produttive, finanziarie e commerciali.

Attualmente sono 9 gli Spazi Attivi che Lazio Innova gestisce, ognuno dei quali e’ dedicato una specializzazione prevalente.




Start Up Lazio Innova Spazi Attivi – Quali sono e le specializzazioni

Vediamo in dettaglio quali sono e le relative specializzazioni:

  •   Spazio Attivo di Bracciano 

Lo Spazio Attivo di Bracciano è dedicato a progetti imprenditoriali e startup in prevalenza attive nella filiera dei sistemi agrifood e forestali.

Tredici i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, sede del FabLab Lazio. con spazi di Talentworking e lo startupping, sale riunioni e aula formazione. Sede dello Sportello Donna Forza 8.

  • Spazio Attivo di Civitavecchia

Lo Spazio Attivo di Civitavecchia si rivolge a progetti imprenditoriali e startup innovative in prevalenza in prevalenza attive nei settori del Turismo ed Economia del Mare.

All’interno spazi di TalentWorking e per lo startupping, sale riunioni ed aule formazione. È sede dello Sportello Donna Forza 8.

 

  • Spazio Attivo di Colleferro

Lo Spazio Attivo di Colleferro si rivolge a progetti d’impresa e startup innovative che operano prevalentemente nella filiera dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.

Nello Spazio Attivo è inoltre insediato LIPI – Laboratorio per l’Innovazione dei Processi Industriali dell’Università di Roma Tor Vergata (Dipartimento di Ingegneria Industriale), per la ricerca e sviluppo di prototipi e di nuove tecnologie per la trasformazione dei materiali.

Sette i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, spazi di TalentWorking e per lo startupping, sale riunioni e aula formazione. Sede dello Sportello Donna Forza 8.

 



  • Spazio Attivo di Ferentino

Lo Spazio Attivo di Ferentino ospita progetti di impresa e startup innovative in prevalenza attive nella filiera della meccanica e dei sistemi di automazione. All’interno dello Spazio Attivo ha sede il Parco Scientifico e Tecnologico del Lazio Meridionale (Palmer),

Sette i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, spazi di TalentWorking e per lo startupping, sale riunioni e aula formazione. Sede del FabLab Lazio e dello Sportello Donna Forza 8.

 

  • Spazio Attivo di Latina

Lo Spazio Attivo di Latina supporta lo sviluppo di progetti imprenditoriali e startup innovative in prevalenza attive nella filiera delle scienze della vita e dell’economie del mare.

Due i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, sede del FabLab Lazio, con spazi di Talentworking e per lo startupping, sale riunioni e aula formazione. Sede dello Sportello Donna Forza 8.

 

  • Spazio Attivo di Rieti

Lo Spazio Attivo di Rieti è collocato all’interno del Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione di Rieti-Cittaducale. Accoglie progetti imprenditoriali e startup innovative in prevalenza attive nella filiera dell’elettronica e della sostenibilità ambientale.

Nove i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, sede del FabLab Lazio con spazi di TalentWorking e per lo startupping, sale riunioni e aula formazione. Sede dello Sportello Donna Forza 8.

 

  • Spazio Attivo di Roma Casilina

Lo Spazio Attivo di Roma Casilina è situato in una sezione del complesso immobiliare ex Pastificio Pantanella, sito storico dell’industria romana ed oggetto, in tempi recenti, di un importante recupero architettonico.

Accoglie progetti imprenditoriali e talenti che operano prevalentemente nella filiera della moda e del design.

È sede del FabLab Lazio, di spazi di TalentWorking e per lo startupping, di sale riunioni ed aule formazione. È sede dello Sportello Donna Forza 8 

 


  • Spazio Attivo ITech Roma Tecnopolo

Lo Spazio Attivo ITech Roma Tecnopolo è l’incubatore per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.

Dal 2006 è sede dell’Incubatore ESA BIC Lazio nato dall’accordo tra Regione Lazio, Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI), all’interno del Programma di Trasferimento Tecnologico (TTP) dell’Agenzia Spaziale Europea.

L’obiettivo è facilitare l’utilizzo di tecnologie e sistemi spaziali per applicazioni (prodotti e/o servizi) innovative commerciali. Il Programma comprende l’incubazione e il supporto finanziario delle startup. Per maggiori informazioni su ESA BIC Lazio

Collocato nell’area del Tecnopolo Tiburtino, lo Spazio Attivo ospita progetti d’impresa e startup innovative in prevalenza attive nella filiera delle applicazioni delle tecnologie spaziali.

Ventidue i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, spazi per lo startupping, sale riunioni, aule formazione e sala conferenze. E’ sede dello Sportello Donna Forza 8.

 

  • Spazio Attivo di Viterbo

Lo Spazio Attivo di Viterbo promuove progetti ed idee imprenditoriali in un territorio caratterizzato da un significativo patrimonio storico, artistico, architettonico e ambientale. Ospita progetti d’impresa e startup innovative in prevalenza attive nella filiera dell’industria culturale e creativa.

Quattordici i laboratori per l’incubazione dedicati alle “startup go to market”, sede del FabLab Lazio, con spazi di TalentWorking e per lo startupping, sale riunioni ed aule formazione. Sede dello Sportello Donna Forza 8.

 

Start Up Lazio Innova Spazi Attivi – L’agenda della settimana 9 -13 luglio 2018 

Per gli appuntamenti della nuova settimana nei centri dedicati alla nascita e allo sviluppo di startup puoi consultare e/o scaricare qui il PDF con il dettaglio.

 

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Imprese e tecnologie 4.0

Imprese e tecnologie 4.0 – L’indagine Mise-MET

Imprese e tecnologie 4.0 – L’indagine Mise-MET

L’8,4% delle imprese manifatturiere italiane utilizza almeno una tecnologia 4.0. A questa quota si aggiunge un ulteriore 4,7% di imprese che hanno in programma investimenti specifici nel prossimo triennio. Le imprese “tradizionali”, ovvero che non utilizzano tecnologie 4.0 e non hanno in programma interventi futuri, rappresentano ancora la grande maggioranza della popolazione industriale (86,9%).

Sono questi i primi risultati dell’indagine Mise-MET condotta su un campione di circa 23.700 imprese.

L’indagine evidenzia come nel processo di trasformazione 4.0 il ruolo delle politiche pubbliche sia stato incisivo: il 56,9% delle imprese 4.0 dichiara di aver utilizzato almeno una misura di sostegno pubblico rispetto al 22,7% delle analoghe imprese non impegnate nelle tecnologie in esame. Le imprese hanno utilizzato in larga prevalenza il super ammortamento e l’iper ammortamento (36,8% nel caso delle imprese 4.0 e 12,8% tra le imprese tradizionali), il Credito d’imposta per le spese in R&S (17,0% vs 3,1%), la Nuova Sabatini (19,8% vs 4,7%) e i fondi di garanzia (11,3% vs 2,8%).

Imprese e tecnologie 4.0 – L’indagine Mise-MET – Alcuni dettagli sul rapporto

Scopo dell’indagine, come dichiarato esplicitamente e’ la carenza di disponibilità di evidenze statisticamente fondate sulla diffusione di tecnologia 4.0 e la inadeguatezza a raccontare le tendenze in atto, almeno con
riferimento alle dinamiche dell’intero sistema produttivo.

E tutto cio’ a fronte del crescente interesse, presente sia nella comunità scientifica sia nelle politiche pubbliche, per i fenomeni legati alla digitalizzazione dei processi produttivi.

Le analisi presentate nel rapporto intendono contribuire a questa mancanza attraverso un approccio micro-fondato basato sull’utilizzo dell’Indagine MET, una rilevazione campionaria condotta tra ottobre 2017 e febbraio 2018. Nel dettaglio, il campione è costituito da circa 23.700 imprese ed è rappresentativo della popolazione dell’Industria in senso stretto e dei servizi alla produzione, di tutte le classi dimensionali (incluse quelle con meno di 10 addetti) e di tutte le regioni italiane.



L’indagine, quindi, consente di ricostruire analisi con un ampio dettaglio territoriale, dimensionale e settoriale degli aspetti rilevanti della vita delle imprese, sia di carattere strutturale sia riferibili alle grandezze rappresentative di strategie, comportamenti e performance economiche.
Un’ampia sezione del questionario è dedicato al tema “Industria 4.0” attraverso la rilevazione del coinvolgimento delle imprese relativamente ad una vasta selezione di tecnologie rilevanti. Inoltre, le informazioni consentono non solo di registrare l’attuale utilizzo di ciascuna tecnologia considerata, ma anche di rilevare i soggetti che nel prossimo futuro hanno in programma di introdurle. In aggiunta, è possibile identificare le imprese produttrici di tali tecnologie.

Le tecnologie che sono state considerate nel questionario sono le seguenti:

  • Robot collaborativi e interconnessi (Advanced Manufacturing Solutions)
  • Integrazione elettronica dei dati e delle informazioni lungo le diverse fasi produttive dell’azienda (Horizontal Integration)
  • Stampanti 3d (Additive Manufacturing)
  • Condivisione elettronica con clienti/fornitori delle informazioni sullo stato della catena di distribuzione (inventario, tracking, etc.) (Vertical Integration)
  • Realtà aumentata (Augmented Reality)
  • Gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti (Cloud)
  • Simulazioni di sperimentazione e test virtuali (Simulation)
  • Rilevamento e analisi di elevate quantità di dati (Big data/Analytics)
  • Nanotecnologie e materiali intelligenti (Smart technology/materials)
  • Sicurezza informatica durante le operazioni in rete e su sistemi aperti (Cyber Security)
  • Comunicazione elettronica in rete tra macchinari e prodotti (Industrial Internet of Things)

Qui puoi consultare e/o scaricare il Report completo. [Fonte Mise]

 

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Eco Innovation Lab prorogati i termini 

Eco Innovation Lab prorogati i termini 

Eco Innovation Lab prorogati i termini

Sono stati prorogati i termini per partecipare ad Eco Innovation Labil programma che Lazio Innova ha lanciato con il patrocinio di Unindustria, CNA Roma Castelli, Comune di Colleferro ed in collaborazione con Intesa Sanpaolo, CREA Velletri (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), LIPI-Dipartimento di Ingegneria Industriale Roma TOR Vergata, Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Studi Aziendali Roma TRE, CeRSITeS – Università Sapienza (Polo di Latina), International Campus, Arken SpA, Automazioni BC Srl.

 

Eco Innovation Lab prorogati i termini –  Cos’è Eco Innovation Lab

L’obiettivo è stimolare la nascita di nuovi progetti imprenditoriali e modelli di sviluppo alternativo, che contribuiscano a ridisegnare il rapporto tra business e ambiente attraverso: l’estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata, le attività di ricondizionamento e la riduzione della produzione di rifiuti, la vendita di servizi piuttosto che beni (functional service economy), l’edilizia sostenibile e la riduzione dei consumi energetici, nuovi modelli di consumo e di uso.

 

Eco Innovation Lab prorogati i termini A chi è rivolto

Talenti, innovatori, ricercatori, designer, creativi, startup e imprese con propensione all’innovazione, disposti a investire la loro competenza per sviluppare progetti imprenditoriali lungo la filiera dell’economia circolare e secondo un modello di sviluppo industriale sostenibile.



Eco Innovation Lab prorogati i termini  Ambiti prioritari di riferimento

I progetti imprenditoriali e/o le startup dovranno operare in filiera o in connessione con i seguenti temi:

  • Green Engineering – ecodesign di prodotti ad elevate prestazioni ecologiche, facilmente riciclabili, di lunga durata, riparabili;
  • Green Building – Bioedilizia e bioarchitettura, efficienza energetica degli edifici, domotica;
  • Functional Service Economy – Vendita di servizi e di assistenza anziché di beni, nuovi modelli di consumo e di uso (tool sharing, noleggio, door to door);
  • Up cycle – riuso oppure uso di materie seconde, applicazioni innovative e cross-settoriali per la valorizzazione di scarti di produzione, lavorazione, distribuzione e vendita (per es. da settori quali agricoltura, acquacoltura, cantieristica, ecc.);
  • Risparmio e uso sostenibile della risorsa idrica, fitodepurazione delle acque, riutilizzo delle acque reflue, gestione efficiente delle reti idriche, risparmio idrico in agricoltura negli usi industriali e in quelli domestici.

Per scoprire il percorso e come partecipare questo è il link di Lazio Innova

 

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Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni

Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni

Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni

– Negli ultimi cinque anni, un giorno sì e un giorno no, è nata una impresa di street-food, la ristorazione ambulante che sta conquistando sempre nuovi sostenitori. L’esercito del catering su ruote, infatti, è passato dalle 1.717 attività del 2013 alle 2.729 attuali, con un incremento in termini assoluti di oltre mille unità. La fotografia del settore della ristorazione ambulante è stata scattata da Unioncamere – InfoCamere, sulla base dei dati ufficiali del Registro delle Imprese tra il 2013 e il 2018.

 

Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni –  Breve storia dello street food

Dal sito www.streetfoody.it:

“Le tracce più antiche di cibo preparato e cucinato per strada risalgono agli albori della nostra civiltà, circa diecimila anni fa. I greci già descrivevano l’usanza egizia, tradizione del porto di Alessandria poi adottata in tutta la Grecia, di friggere il pesce e di venderlo per strada. Dalla Grecia il costume è passato al mondo romano, arricchendosi e trasformandosi in innumerevoli varianti. Si possono ancora osservare, negli scavi di Ercolano e di Pompei, i resti ben conservati di tipici “thermopolia”, gli antenati del moderno “baracchino”. Erano una sorta di cucinotto che si affacciava direttamente sulla strada, adibito alla vendita di cibi cotti di ogni sorta, principalmente minestre di farro, fave o cicerchie. All’epoca le classi urbane meno abbienti vivevano in abitazioni, condomìni a tutti gli effetti, per la maggior parte sprovviste di cucina. Il popolino si nutriva dunque per strada, rifornendosi dal più vicino thermopolium che proponeva vivande corroboranti alla portata di tutte le tasche.

Il cibo da strada accompagna così l’evoluzione della nostra civiltà nel corso dei secoli, con discrezione, senza lasciare grandi tracce visto il suo stretto rapporto con la plebe. Eppure nel medioevo sono legioni, nelle grandi città, i banchi, banchetti e carretti che vendono a poco prezzo cibo cotto e cucinato per le vie anguste dei bassifondi. Come spesso accade però, è proprio nella povertà che l’ingegno umano da il meglio di sé e produce le immortali basi di una intera cultura gastronomica. A questo modo nascono a Parigi i “pâtés”, o meglio “pâstés”, gli involucri di pasta contenenti varie farciture, in genere carni stufate o verdure, venduti per pochi soldi a garzoni e facchini che possono così nutrirsi mentre lavorano, senza alcun bisogno di posate. Daranno origine alla parola “pasticcere” e diventeranno, nel Rinascimento e nel secolo dei lumi, i trionfi delle tavole regali di tutta Europa sotto forma di timballi, torte salate e sfoglie di ogni genere ripiene di tartufi, piccioni e foie-gras. Lo stesso, umile principio della “pie” della bassa cultura anglo-sassone: quell’involucro crostoso di farina, strutto e acqua contenente interiora stufate, consumato dai minatori e dagli operai inglesi ai tempi della rivoluzione industriale. La crosta si buttava via, poichè impregnata di carbone o del grasso dei macchinari dopo che la si era tenuta in mano. Sempre britannica una autentica istituzione quale il “Fish and chips”, venduto per strada e avvolto nel giornale, retaggio dei profughi ebrei sefarditi in fuga dalle persecuzioni tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Seicento. Quella loro usanza del pesce fritto “da asporto” è proprio la stessa di quella degli egizi di Alessandria, estesa a tutto il Nord Africa e alla Spagna moresca di El Andalus.”

 

Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni –  I dati del Registro delle Imprese 

Elevato l’apporto che al settore stanno dando gli imprenditori under 35. Le loro 600 imprese rappresentano oggi il 22% delle oltre 2.700 attività di ristorazione da passeggio. Negli ultimi cinque anni i giovani che hanno puntato su questo segmento sono stati poco più di 100 (+23,9% la crescita della componente under 35 nel periodo).

Un ruolo meno determinante ma comunque consistente lo giocano anche gli imprenditori stranieri. Sono 327 le imprese gestite da persone non originarie dell’Italia, 112 (+52,1%) quelle aggiuntive rispetto al 2013.

 




La ristorazione on the road è diffusa soprattutto nelle grandi città: Milano e Roma, infatti, sono affiancate in testa con 181 realtà, seguite a distanza da Torino con 130. A seguire si incontrano città medio-grandi del Sud come Lecce (128), Napoli (94), Bari (73) e Catania (71).

 

A livello regionale, la classifica dei primi tre posti vede al vertice la Lombardia (389 imprese), seguita dalla Puglia (295) e dal Lazio (271). Osservando la crescita nel periodo considerato, i dati mostrano invece l’aumento più marcato in Umbria, dove le imprese del settore sono passate da 11 a 27 in cinque anni. A seguire la Calabria, passata da 27 a 62 e la Lombardia, dove le attività legate al cibo “on the road” rispetto al 2013 sono più numerose di 198 unità (da 191 a 398).

Nella Provincia di Frosinone si registra una variazione percentuale in positivo del 33,3% con 8 nuove aziende nate nel periodo 2013 – 2018.

Street-food: 1000 imprese in più in cinque anni


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