Green Jobs

IN ITALIA 3 MILIONI DI GREEN JOBS, IL 13% DEGLI OCCUPATI

Un antidoto contro la crisi prima, uno stimolo per agganciare e sostenere la ripresa poi. E un indubbio fattore di competitività: che trova le sue radici nel peculiare modello economico nazionale, in cui efficienza, qualità e bellezza, coesione sociale e legami territoriali alimentano i fatturati delle imprese. E anche un’arma in più per contrastare i mutamenti climatici, in linea con quanto indicato dal recente rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Questo dimostra di essere la green economy italiana, grazie a quelle aziende, un quarto del totale, che negli ultimi cinque anni hanno fatto investimenti green.

Lo racconta GreenItaly 2018: il nono rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere – promosso in collaborazione con il Conai e Novamont, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – che misura e pesa la forza della green economy nazionale (oltre 200 best practice raccontate, grazie anche alla collaborazione di circa trenta esperti). Sono oltre 345.000 le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2014-2017, o prevedono di farlo entro la fine del 2018 (nell’arco, dunque, di un quinquennio) in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica un’azienda italiana su quattro, il 24,9% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono quasi una su tre (30,7%). Solo quest’anno, anche sulla spinta dei primi segni tangibili di ripresa, circa 207 mila aziende hanno investito, o intendono farlo entro dicembre, sulla sostenibilità e l’efficienza.

Green Jobs

Il rapporto è stato presentato stamattina a Roma presso la sede di Unioncamere da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola e Carlo Sangalli, presidente Unioncamere, alla presenza di Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont, Giorgio Quagliuolo, presidente Conai, Francesco Starace, amministratore delegato Enel, e del sottosegretario al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Salvatore Micillo.


Green Jobs: occupazione e innovazione.

Alla nostra green economy si devono già 2 milioni 998 mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Un valore destinato a salire ancora entro l’anno: sulla base delle indagini Unioncamere si prevede una domanda di green jobs pari a quasi 474.000 contratti attivati, il 10,4% del totale delle richieste per l’anno in corso, che si tratti di ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto; e nel manifatturiero si sfiora il 15%. Focalizzando infine l’attenzione sui soli dipendenti e scendendo nel dettaglio delle aree aziendali, notiamo come in quella della progettazione e della ricerca e sviluppo il 63,5% dei nuovi contratti previsti per il 2018 siano green, a dimostrazione del legame sempre più stretto tra green economy e innovazione aziendale.

“In Italia – spiega Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane – questo cammino verso il futuro incrocia strade che arrivano dal passato e che ci parlano di una spinta alla qualità, all’efficienza, all’innovazione, alla bellezza. Una sintonia tra identità e istanze del futuro che negli anni bui della crisi è diventata una reazione di sistema, una sorta di missione produttiva indicata dal basso, spesso senza incentivi pubblici, da una quota rilevante delle nostre imprese. Una scelta coraggiosa e vincente. Per le imprese, che investendo diventano più sostenibili e soprattutto più competitive. E per il Paese, che nella green economy e nell’economia circolare ha riscoperto antiche vocazioni (quella al riciclo e all’uso efficiente delle risorse) e ha trovato un modello produttivo che grazie all’innovazione, alla ricerca, alla tecnologia ne rafforza l’identità, le tradizioni, ne enfatizza i punti di forza. Un modello produttivo e sociale che offre al Paese la possibilità di avere un rilevante ruolo internazionale: già oggi l’Italia è una superpotenza nell’economia circolare”.

“Fa piacere, anno dopo anno, constatare la forza ed i primati di questa Italia ‘verde’, svelarne il dinamismo imprenditoriale, scoprirne le capacità sui mercati e l’attitudine a creare lavoro di qualità”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “Oggi un quarto delle nostre imprese parla il linguaggio della green economy, che significa rispetto per l’ambiente, tut’ela del territorio e delle sue risorse. Un linguaggio strettamente connesso con l’innovazione in tutte le sue forme, inclusa l’adozione delle tecnologie di Impresa 4.0.  E siamo contenti di poter dare il contributo del sistema camerale anche alla diffusione della cultura della sostenibilità, fondamentale per assicurare il benessere e il futuro dei nostri territori”.

Dove sono più richiesti i green jobs 

La prima Regione per numerosità assoluta di contratti relativi a green jobs la cui attivazione è prevista per il 2018 è la Lombardia, dove se ne contano 123.380, pari a poco più di un quarto del totale nazionale (26,1%); seguita a distanza dall’Emilia Romagna con 45.562 richieste di green jobs (9,6%), dal Lazio, con 45.480 attivazioni (9,6% del totale nazionale), quindi da Veneto a quota 42.654 (9%) e Piemonte con 38.869 (8,2%). Troviamo poi la Campania (29.467, 6,2%), la Toscana (23.637, 5% del totale nazionale), la Puglia (20.912, 4,4%), la Sicilia (19.994, 4,2%) e il Friuli Venezia Giulia (11.546, 2,4%).

Avvicinandoci ancor di più ai territori, le prime province per numerosità assoluta di attivazioni programmate di contratti relativi a green jobs sono quelle costituite dalle grandi realtà di Milano, con 63.242 nuove posizioni, e Roma, con 37.570. In terza posizione c’è Torino, dove la domanda di green jobs è di 23.478 unità, quarta Napoli con 16.761 attivazioni, quinta Brescia con 14.977.

Green Jobs
Fondo di Garanzia per Start Up Innovative

Fondo di Garanzia per Start Up Innovative, 800 mln di credito

Fondo di Garanzia per Start Up Innovative

Una procedura semplificata e gratuita con unica valutazione creditizia dell’istituto di credito per richiedere intervento del Fondo di Garanzia per le PMI; oggi e’ possibile per le startup innovative che intendono ottenere un finanziamento bancario  ottenere una garanzia che può arrivare fino a 2,5 milioni di euro per impresa, e coprire fino all’80% di ciascun prestito concesso, in modo piu’ semplice e rapido. 

Fondo di Garanzia per Start Up Innovative, 800 mln di credito – Come si accede

Ma come si accede al Fondo di Garanzia? Vediamolo meglio.

I requisiti sono soltanto due:

  1. essere una startup innovativa o incubatore certificato, ai sensi dell’art. 25 commi 2 e 5 del decreto legge 179/2012, iscritto nella sezione speciale del Registro delle imprese di cui al comma 8 del medesimo articolo;
  2.  il soggetto finanziatore non deve acquisire alcuna garanzia, reale, assicurativa obancaria sull’operazione finanziaria.

La garanzia sui finanziamenti bancari alle startup e agli incubatori è concessa a titolo gratuito e, inoltre, alle domande riferite a queste tipologie di imprese è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni, anche in assenza di un programma di investimento, né è richiesta una misura minima del versamento dei mezzi propri. L’intervento fissa in 2,5 milioni di euro l’importo massimo complessivo garantito per ogni startup innovativa o incubatore certificato, da utilizzare eventualmente attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito, non esistendo un limite massimo di operazioni effettuabili. Si tratta di una soglia elevata, soprattutto se rapportata a una realtà come quella delle startup innovative che, per la definizione data dalla legge, non superano un fatturato annuo di 5 milioni di euro. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia nel caso di controgaranzia. La garanzia è concessa senza valutazione dei dati di bilancio dell’impresa o dell’incubatore. Il 20% dell’importo dell’operazione finanziaria rimane a carico del soggetto finanziatore in quanto non assistita da alcuna garanzia, reale assicurativa o bancaria ad eccezione di un’eventuale garanzia personale; si rileva pertanto un certo grado di coinvolgimento della Banca, poiché essa dispone di maggiori elementi conoscitivi sull’impresa e può più facilmente effettuare un’adeguata valutazione delle strategie e delle prospettive di sviluppo della startup innovativa o dell’incubatore, fermo restando che la copertura dell’80% del rischio della operazione finanziaria rappresenta sicuramente un forte incentivo alla concessione del finanziamento. Nel caso in cui il Soggetto Finanziatore acquisisca garanzie, reali, assicurative o bancarie, se la dichiarazione attestante l’iscrizione della startup o dell’incubatore nella sezione speciale del Registro delle imprese è presente, viene fatta salva la concessione dell’intervento a titolo gratuito; se, invece, tale dichiarazione manca, rimangono valide le procedure ordinarie.

Fondo di Garanzia per Start Up Innovative, 800 mln di credito – Come funziona

L’impresa non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo. Deve rivolgersi a una banca per candidarsi a ricevere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda. In alternativa, l’impresa si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande, mentre, con riferimento ai Confidi, occorre rivolgersi ad un operatore accreditato. Le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata la delibera. L’impresa viene informata via e-mail sia della presentazione della domanda sia dell’adozione della delibera

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Come creare una Pagina Facebook Aziendale

Come creare una Pagina Facebook Aziendale

Iniziamo con questo articolo un percorso di approfondimento sulla piu’ diffusa e frequentata piattaforma Social – Facebook  – finalizzato a conoscerla meglio per ottenerne il massimo per il proprio business. Oggi vediamo come creare una pagina aziendale.

Questo post e’  quindi dedicato alle Pagine aziendali Facebook; e’ una interessante guida per chi vuole creare per la prima volta una pagina Facebook per la propria attivita’ ed un’utile ripasso per chi gia’ ce l’ha perche’ avra’ la possibilita’ di verificare se sta sfruttando al meglio tutte le funzionalita’ di una Pagina aziendale Facebook.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – Differenza tra profilo e pagina

Diciamo subito che le pagine possono essere considerate veri e propri profili aziendali su Facebook per questo, e’ necessario averne la stessa cura che hai quando predisponi i tuoi profili e le tue presentazioni aziendali. 

Le pagine sono simili ai profili personali, ma mostrano informazioni specifiche applicabili solo alle aziende, organizzazioni ed enti.  La fondamentale differenza tra una pagina aziendale ed un profilo personale e’ che con un profilo ci si connette con qualcuno aggiungendolo agli amici mentre ci si connette ad una pagina cliccando il “like” e diventando cosi’ un fan.  E’ assolutamente sconsigliato creare un profilo personale per la tua azienda perche’ corri il rischio che Facebook lo chiuda, senza neanche preavvertirti.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – Da dove partire

Se non hai ancora creato una pagina Facebook e vuoi farlo adesso,  vai qui , ti verrà chiesto di scegliere se sei un’ Azienda o un Brand” oppure una Community o un personaggio pubblico. Se hai un’azienda locale, per esempio un vivaio o una ferramenta, puoi creare una pagina Local di Facebook invece di una pagina di business generale.

A questo punto ti verrà chiesto di scegliere una categoria. A seconda dell’opzione selezionata, i campi relativi alla pagina verranno personalizzati.  Scegli il nome della tua pagina con intelligenza. Facebook ti consente di modificare il tuo nome e l’URL nella maggior parte dei casi, ma può essere un processo difficile e noioso. Creata la tua pagina aziendale devi gestirla da un account Facebook personale; tuttavia, le tue informazioni personali non appariranno nella Pagina a meno che tu non le aggiunga.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – Immagina del profilo e foto di copertina

Il primo passo per dare identità alla tua pagina Facebook è aggiungere un’immagine del profilo. Questa fungerà da elemento visivo principale per la tua Pagina, visualizzato nei risultati di ricerca e accanto a tutti i tuoi contenuti che vengono visualizzati nella bacheca degli utenti. Pensa alla tua immagine del profilo come quella che ti rappresenta meglio;  assicurati di scegliere qualcosa di immediatamente riconoscibile (come un logo). Se sei un politico o personaggio pubblico, usa un bel primo piano.  Ristoranti o negozi locali possono scegliere un’immagine della loro offerta più popolare.  Le dimensioni ideali della foto del profilo sono 180 x 180 px.

Dopo aver aggiunto la foto del profilo e’ necessario aggiungere la foto di copertina. La foto di copertina è l’immagine orizzontale grande che copre la parte superiore della pagina. Dovrebbe esprimere l’identità della tua pagina e può essere aggiornata spesso in base per esempio ad offerte speciali, lancio di nuovi prodotti, campagne o stagioni.

Quando scegli la tua foto di copertina tieni ben presente che:

● La tua foto di copertina è pubblica.

● Le foto di copertina non possono essere ingannevoli, fuorvianti o violare il copyright di qualcun altro.

● Non puoi chiedere ad altre persone di condividere la tua foto di copertina nelle loro bacheche.

Per caricare una foto di copertina, fai clic sull’opzione Aggiungi una foto di copertina nel menu di benvenuto. Le dimensioni ufficiali di una foto di copertina sono 815 x 315 px. Tuttavia, se la tua foto non è esatta, avrai la possibilità di trascinare per riposizionare la foto. È una buona idea includere anche una frase di testo e un link nella descrizione se stai promuovendo una campagna specifica nelle tue immagini. Ad esempio, uno scrittore potrebbe usare la sua foto di copertina per promuovere l’invito all’acquisto dei suoi libri, mediante un pulsante “Acquista”.

Scegli una foto di copertina che sia il giusto mix tra semplicita’ e visibilita’. Prova ad utilizzare un’immagine o un motivo astratto per catturare l’attenzione o un paesaggio con il tuo prodotto come punto focale. Spesso, le migliori foto di copertina sono quelle che fanno leva sullo spazio negativo  – come contrasto –  il che significa che lo spazio vuoto attorno all’immagine aiuta a evidenziare l’immagine e a renderla più evidente.

Puoi anche usare un video nella tua foto di copertina! Puoi usarlo per raccontare una storia più complessa e visivamente interessante. I video – copertina hanno le stesse dimensioni delle foto di copertina e possono essere lunghi da 20 a 90 secondi.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – – La descrizione

Dopo aver scelto la tua foto o il tuo video di copertina, il consiglio e’ quello di aggiungere una breve descrizione. Aggiungi 1-2 frasi (o 155 caratteri max) che descrivano sinteticamente la tua attività.

Questa descrizione apparirà sia sulla tua Pagina che nei risultati di ricerca, quindi sii descrittivo, ma succinto. Non aver paura di mostrare un po ‘ della personalità del tuo marchio!

In alternativa, puoi modificare la descrizione navigando nel menu di sinistra e facendo clic su Informazioni. Lì troverai l’opzione per includere un numero di telefono, un sito web, email, mission e altro.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – – Nome Utente

L’ultimo passaggio nel menu di benvenuto consiste nel creare un nome utente per la tua pagina. Puoi farlo cliccando sul link sotto il tuo nome sulla tua nuova pagina.

Una volta creata questa pagina, il tuo nome utente apparirà nell’URL di Facebook personalizzato (noto anche come vanity URL) per aiutare le persone a trovare e ricordare facilmente la tua Pagina. Avrai 50 caratteri per trovare un nome univoco non utilizzato da un’altra azienda. Tieni a portata di mano gli URL unici della tua pagina. Li userai di nuovo quando promuoverai la tua pagina sul tuo sito web, blog e altre piattaforme per ottenere più “Mi piace”.

Come creare una Pagina Facebook Aziendale – – Come gestirla facilmente dal tuo profilo

A questo punto hai terminato i quattro passaggi suggeriti dal menu di benvenuto di Facebook, ma c’è ancora una cosa che puoi fare per dare maggiore visibilita’ alla tua attivita’ ed essere piu’ facilmente trovato. Aggiungi una scorciatoia alla tua Pagina sulla barra di navigazione verticale a sinistra del tuo profilo personale, sara’ piu’ semplice accedere e gestirla dal tuo profilo.  Nella barra di navigazione verticale a sinistra accanto a Scorciatoie, fai clic su Modifica ed aggiungi il link alla tua pagina.

A questo punto la tua Pagina Aziendale Facebook e’ impostata e pronta per partire! Continua a seguirci nei prossimi articoli ti parleremo di come utilizzare al meglio la tua pagina aziendale Facebook.

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Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande

Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande

Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande

La Regione Lazio, con la determinazione n. G08953 del 16 luglio 2018, ha prorogato la scadenza dei termini di presentazione delle domande per il bando Pre-Seed (Por-Fesr 2014-2020) che sostiene la creazione e il consolidamento di startup innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e le iniziative di spin off della ricerca.

Le domande possono essere presentate fino al 30 settembre 2018.



Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande – Le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Manzella

“Negli ultimi 2 mesi abbiamo ricevuto 71 nuove domande per il bando ‘Pre-seed’, che si aggiungono alle 128 che già contavamo ai primi di maggio. Quasi 200 domande in tutto quindi, tra progetti di Spin-off della ricerca, 51, e Start-up innovative ad alto contenuto di conoscenza, 148. Numerose le domande ancora al vaglio della commissione di valutazione, ma l’ammontare dei contributi concessi ai progetti già giudicati idonei è di oltre 2.400.000 euro.
Dati che sono il segno della vitalità della nostra scena startup e della capacità del mondo dell’Università di generare progetti di impresa che trovano in questo bando un efficace strumento di sostegno.
Per questo abbiamo deciso di prorogare la scadenza del bando fino al 30 settembre. Più tempo perché le buone idee prendano la forma di domande di finanziamento, quindi. E sono convinto che ci sarà una bella risposta sul punto”. Così Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico.

 

Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande –  Cos’e’ Pre Seed?

Pre-Seed e’ il Bando della Regione Lazio che sostiene la creazione ed il consolidamento di startup innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin off della ricerca.

Il fondo ha quindi,  come obiettivo, da una parte,  la creazione di startup innovative ed il sostegno nelle loro prime fasi di avviamento (cd. pre-seed) al fine di renderle interessanti per il mercato del capitale di rischio e consentire loro di reperire la finanza necessaria per consolidare l’idea di business. Parallelamente, l’iniziativa punta al rafforzamento del legame tra il mondo della ricerca e le imprese attraverso la promozione di spin-off della ricerca.

Bando “a sportello” aperto il 20 aprile 2017 con una dotazione di 4 milioni di euro.

 

Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande –  Destinatari

Startup innovative (ex DL 179/2012) costituite dopo la data di pubblicazione dell’avviso.
Le imprese beneficiarie devono costituirsi prima della firma dell’atto di impegno e, al più tardi al momento della richiesta della prima erogazione, devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese italiano dedicata alle startup innovative e avere sede operativa nel Lazio.
Specifiche condizioni consentono di qualificare, ai fini dell’Avviso, la Startup Innovativa come Spin-Off della Ricerca.




Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande – Agevolazione

Il contributo è concesso ai sensi del Regolamento Generale di Esenzione (651/2014) e può coprire fino al 100%, delle spese ammissibili. L’agevolazione è un contributo a fondo perduto riconosciuto a fronte di spese ammissibili, effettivamente sostenute e rendicontate, e commisurato agli apporti di capitale e – nel caso di spin-off della ricerca – anche agli apporti di tempo lavorativo da parte di uno o più “soci innovatori” della startup innovativa, comunque entro i valori minimi e massimi di seguito indicati. Startup innovative: il contributo concedibile è pari al massimo al 100% dell’apporto di capitale fornito dai soci, entro un minimo di 10.000 euro e un massimo di 30.000 euro. In presenza di investitori terzi e indipendenti (investitori professionali, business angels, raccolta tramite equity crowdfunding) che apportino capitale in misura pari ad almeno 10.000 Euro, il contributo massimo concedibile è pari a 40.000 euro. Gli investitori terzi e indipendenti non possono in nessun caso acquisire la maggioranza del capitale sociale, anche per effetto della conversione degli strumenti finanziari di quasi-equity eventualmente sottoscritti.

Spin-off della ricerca: il contributo concedibile è pari al massimo alla somma

  • del valore dell’apporto di tempo lavorativo fornito dai “soci innovatori” nel primo anno e
  • del valore dell’apporto di capitale. L’apporto di tempo lavorativo deve rappresentare almeno il 50% del totale degli apporti validi. Il contributo agli spin-off della ricerca è concedibile entro un minimo di 10.000 euro e un massimo di 100.000 euro.

Perché una startup innovativa ammissibile sia qualificabile come “spin-off della ricerca” ai fini dell’agevolazione, almeno uno dei soci deve essere “socio innovatore”, definito come persona fisica che, oltre a sottoscrivere una quota nel capitale della startup innovativa, abbia entrambi i seguenti requisiti:

  • avere un titolo di studio equivalente al livello 6 ISCED (dottorato di ricerca, master universitario di secondo livello, ecc.) oppure aver svolto, nell’arco dei 6 anni precedenti, attività di ricerca per un periodo equivalente ad almeno 36 mesi a tempo pieno;
  • impegnarsi a dedicare, e quindi effettivamente dedicare, almeno metà del proprio tempo lavorativo all’avviamento del progetto durante il primo anno di attività della startup innovativa. Inoltre, perché la startup innovativa ammissibile sia qualificabile come “spin-off della ricerca” ai fini dell’agevolazione, il progetto di avviamento presentato deve valorizzare gli esiti dell’attività di ricerca realizzata e risultante dal curriculum vitae di almeno uno dei “soci innovatori”, che è responsabile del legittimo utilizzo dei risultati della ricerca su cui si fonda il progetto di avviamento.





Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande – Progetti Ammissibili

L’ambito di operatività dei progetti deve riferirsi alle filiere individuate nella Smart Specialisation Strategy e ai settori ad alta intensità di conoscenza (KIA). I progetti agevolabili devono riguardare l’avviamento di attività imprenditoriali che riguardino beni e servizi prodotti o da produrre nella o nelle sedi operative nel Lazio e devono avere le seguenti caratteristiche:

  • essere basati su una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione del progetto sebbene da consolidare in taluni aspetti più operativi, che soddisfi esigenze che rendano il progetto scalabile, anche sui mercati internazionali;
  • avere dei soci e/o un team dotati di capacità tecniche e gestionali che assicurino il proprio impegno allo sviluppo del progetto anche in termini di apporto tecnologico e lavorativo;
  • prevedere un Piano di attività a un anno che – anche tramite il consolidamento e l’integrazione del capitale tecnologico (es. prototipazione e protezione della proprietà intellettuale) e del capitale umano iniziale, al fine di garantire la completezza delle competenze nell’ambito del team, e quant’altro opportuno (sviluppo strategie commerciali e finanziarie, ricerca di partner, etc.) – renda credibile che il progetto entro tale termine risulti di interesse per gli operatori operanti nel mercato del capitale di rischio dedicato alle startup (cd. early stage).

Sono ammissibili anche apporti di capitale effettuati tramite piattaforme di equity crowdfunding.

Pre-Seed, proroga fino al 30 settembre per le domande – Spese ammissibili

Sono ammissibili a contributo le spese connesse al progetto di avviamento, indicate nel business plan, rientranti nelle tipologie specificate nell’Avviso, classificate nelle seguenti macrocategorie: spese di costituzione, investimenti, costo del personale, altre spese ammissibili.
In fase di realizzazione del progetto sono consentite rimodulazioni delle spese ammesse all’interno di ogni macrocategoria e, entro un massimo del 20% del totale delle spese ammesse, fra una macrocategoria e l’altra, fermi restando i massimali previsti per le singole voci di spesa.
Le spese devono essere sostenute dopo la data di presentazione della richiesta ed entro 12 mesi dalla firma dell’atto di impegno.
I pagamenti devono essere effettuati mediante strumenti che ne garantiscano la tracciabilità.
Non sono ammissibili spese verso soggetti che siano “parti correlate” (in particolare i soci e gli amministratori sia diretti che indiretti); autofatturazioni; IVA, interessi passivi e altri oneri accessori di natura fiscale o finanziaria; spese relative all’acquisto di beni di rappresentanza o ad uso promiscuo (ad esempio: mezzi di trasporto) . (Fonte Lazio Innova)

(Photo Credits Attribution: Alpha Stock Images – http://alphastockimages.com/ Original Author: Nick Youngson – http://www.nyphotographic.com/ Original Image: http://creative-commons-images.com/handwriting/r/research-and-development.html)

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Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud

Sono disponibili oltre 340 milioni di Euro per il nuovo intervento Macchinari Innovativi avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle micro, piccole e medie imprese.

La misura è a valere sul PON Imprese e Competitività 2014-2020 FESR e sul collegato Programma nazionale complementare di azione e coesione ed è volta a sostenere la realizzazione nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) di programmi di investimento, diretti a consentire la transizione del settore manifatturiero verso la cosiddetta Fabbrica Intelligente.

“Con questo programma s’intende favorire la crescita economica e al contempo rafforzare le piccole e medie imprese che sono più in ritardo nel fronteggiare la sfida del mercato globale, che per molte realtà – specialmente del Sud – rappresenta una montagna che non può essere scalata in solitudine”, ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio.

 

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud – Di cosa si tratta?

La misura Macchinari Innovativi è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di sostenere la realizzazione, nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), di programmi di investimento diretti a consentire la transizione del settore manifatturiero verso la cosiddetta “Fabbrica intelligente”.

La misura sostiene gli investimenti innovativi che, in coerenza con il piano nazionale “Impresa 4.0” e la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, consentono l’interconnessione tra componenti fisiche e digitali del processo produttivo, innalzando il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica, favorendo l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

L’intervento agevolativo, definito nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR e della relativa programmazione complementare, permette di attivare le risorse comunitarie e i fondi nazionali complementari alla programmazione europea già stanziati.

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento, come modificata dal DM 21 maggio 2018, è pari a euro 341.494.000,00.

 

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud – Beneficiari

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
  • non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.

In attuazione delle normative vigenti in materia di accesso ai fondi strutturali e in particolare delle disposizioni introdotte dall’articolo 1, comma 821 della Legge di Stabilità 2016, possono accedere alle agevolazioni anche ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali individuate nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge.

 

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud – Settori ammessi

Sono ammessi tutti i settori manifatturieri di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:

  • siderurgia;
  • estrazione del carbone;
  • costruzione navale;
  • fabbricazione delle fibre sintetiche;
  • trasporti e relative infrastrutture;
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

 

 

 

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud – Investimenti ammissibili

I programmi di investimento ammissibili devono:

  • prevedere spese non inferiori a euro 500.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00;
  • essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
  • prevedere l’acquisizione dei sistemi e delle tecnologie riconducibili all’area tematica “Fabbrica intelligente” della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, come elencati negli allegati alla normativa di riferimento.





I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

Le spese correlate ai programmi di investimento devono essere:

  • relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
  • riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
  • riferite a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento;
  • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
  • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
  • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

 

Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud – Natura delle agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse, nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale valida per il periodo 2014-2020, nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, per una percentuale nominale calcolata rispetto alle spese ammissibili pari al 75 %. Il finanziamento agevolato, che non è assistito da particolari forme di garanzia, deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.




Il mix di agevolazioni è articolato in relazione alla dimensione dell’impresa come segue:

  • per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35 % e un finanziamento agevolato pari al 40 %;
  • per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25 % e un finanziamento agevolato pari al 50 %.

Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, a cui sono demandate le relative attività istruttorie.

Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche che saranno pubblicate nella sezione dedicata alla misura del sito del Ministero.

Si attende prossimo decreto direttoriale per modalita’ di presentazione delle domande e termini.

 

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Macchinari innovativi dal MISE oltre 340 milioni per le PMI del Sud

Come strutturare le offerte per acquisire clienti on line

Come strutturare le offerte per acquisire clienti on line

Come strutturare le offerte per acquisire clienti on line

Un buon sistema per acquisire clienti online non solo ha le sorgenti giuste,  ma ha anche le giuste offerte.

Sono banalmente “giuste” le offerte che convertono i lead in clienti; in altre parole le offerte che ti permettono di acquisire clienti on line sono quelle giuste.

So che stai pensando che offrire il meglio al prezzo più basso possibile è sicuramente una offerta giusta e che ti aiuta nel vendere.

Forse non è una giusta riflessione… anzi non lo è decisamente!




Una buona offerta non è un’offerta al prezzo più basso.

Un’offerta diventa irresistibile e quindi aiuta nel processo di conversione se ha ad oggetto un servizio o prodotto di cui il pubblico ha bisogno, che desidera e che quindi sta cercando. In questo caso tu puoi offrirlo ad un prezzo che ritieni venga percepito come un affare.

Che “venga percepito” non equivale a dire al prezzo più basso.

Piuttosto che focalizzare la tua attenzione sul prezzo preoccupati di offrire qualcosa che sia in linea con quello che il cliente cerca e che sia, per lo stesso di valore, perché gli risolve un problema.

Se riesci in questo allora il prezzo non sarà mai l’elemento sul quale dovrai puntare.

Ora, partendo dal presupposto che stai offrendo ciò che sai il tuo pubblico sta cercando e al quale lo stesso dà valore, dovresti  “sforzarti” a proporre una modalità di acquisto che preveda un basso rischio per l’acquirente.

Formule con periodi di prova gratuiti e senza impegno all’acquisto piuttosto che il classico super abusato “soddisfatto o rimborsato” spesso sono decisive per chiudere una vendita. Naturalmente non dobbiamo sottolinearti l’importanza di valutare bene gli aspetti contrattualistici di tali eventuali opzioni.

Cura inoltre di includere nell’offerta testimonianze di clienti che hanno già provato il prodotto/servizio e sono rimasti soddisfatti e/o cita i casi di successo.

Infine considera che dare un senso di fretta e di scarsità spesso induce ad acquistare subito.

Dopo l’offerta per acquisire il cliente predisponi offerte successive, che dovranno portarti profitto, le cosiddette offerte di back end.

Con le offerte di back end monetizzerai le risorse spese nell’attività di lead generation, lead nurturing e processo di conversione.

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Selfi 4.0  solo 1 impresa su 10 è  “Esperta digitale”

Selfi 4.0  solo 1 impresa su 10 è  “Esperta digitale” 

Selfi 4.0  solo 1 impresa su 10 è  “Esperta digitale”   

L’8% delle imprese è già esperto delle tecnologie 4.0, mentre un altro 4% può fregiarsi del titolo di “campione digitale”. Ma per tanti altri imprenditori il cammino verso la digitalizzazione è ancora molto lungo. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 1.151 imprese che hanno effettuato il test di maturità digitale “SELFI 4.0”, lo strumento di autovalutazione messo a punto gratuitamente dalle Camere di commercio italiane.

 

Selfi 4.0  solo 1 impresa su 10 è  “Esperta digitale” 

A poco più di tre mesi dal lancio online del servizio su www.puntoimpresadigitale.camcom.it, i risultati del self assessment evidenziano 5 diversi profili di maturità digitale delle imprese: il 7% è Esordiente Digitale perché legato ad una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi; il 49% è Apprendista digitale utilizza cioè strumenti digitali “di base”; il 32% è Specialista digitale avendo digitalizzato buona parte dei processi; l’8 % è Esperto digitale, applica cioè con successo i principi dell’Impresa 4.0. Mentre solo il 4% delle imprese può dirsi un Campione digitale con una buona digitalizzazione dei processi e ricorso a tecnologie 4.0.

 

L’iniziativa rientra tra i servizi offerti dalla rete degli 88 Punti impresa digitale (Pid) che il Sistema camerale sta realizzando per supportare i processi di digitalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale.

Selfi 4.0  solo 1 impresa su 10 è  “Esperta digitale” 

 

Lo strumento di self assessment è stato utilizzato soprattutto dalle imprese di piccole dimensioni con un fatturato che non supera i 2 milioni di euro (54%), in gran parte provenienti dal Nord (66%).  Più della metà di queste imprese ha già fruito di agevolazioni previste dal Piano nazionale impresa 4.0.

 

“Con  l’assessment le aziende possono individuare i loro punti di forza e di debolezza sul fronte delle nuove tecnologie. E così possono programmare gli interventi necessari.  I Pid delle Camere di commercio servono proprio a questo”. E’ quanto sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli.

 



Dalla fotografia d’insieme risulta che molte aziende hanno già digitalizzato alcuni processi soprattutto attraverso il ricorso a sistemi gestionali 3.0: quasi il 40 % utilizza sistemi  ERP (Enterprise resource planning) e MES (Manufacturing execution systems). Mentre il 23% delle imprese usa sistemi di vendita on line.

 

Il ricorso alle tecnologie abilitanti del Piano Impresa 4.0 è ancora timido: il 6,8% delle imprese utilizza Industrial Internet e Internet of Things;  il 5% fa uso di sistemi di manifattura additiva (stampanti 3D); solo il 4,2% ricorre a soluzioni per la manifattura avanzata (es. Robot collaborativi) e il 4,1% utilizza sistemi di realtà virtuale e/o aumentata. Significativo, invece, l’uso di sistemi per la gestione e la protezione dei dati e delle informazioni : il 34,8% utilizza il cloud e il 29,4% garantisce la sicurezza delle informazioni affidandosi a sistemi di cyber sicurezza e business continuity. (Fonte Unioncamere)

Fai anche tu selfie 4.0 e se decidi di approcciare il digitale, noi ci siamo, contattaci.

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Agevolazioni fiscali 2018 trasportatori

Agevolazioni fiscali 2018 trasportatori

Agevolazioni fiscali 2018 trasportatori

Sulla base delle risorse disponibili, il MEF ha comunicato le misure agevolative a favore degli autotrasportatori per il 2018.

Importi delle deduzioni forfettarie – Per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR), per il periodo d’imposta 2017, nella misura di 38,00 euro. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione di trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi.

La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.




Misura relativa al recupero del contributo al Ssn – Le imprese di autotrasporto merci – conto terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2018 fino a un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2017 come contributo al Servizio sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate. Anche quest’anno, per la compensazione in F24, si utilizza il codice tributo “6793”. (Fonte Mef).

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Lazio Innova lancia Food for Change a Terra Madre Salone del gusto

Lazio Innova lancia Food for Change a Terra Madre Salone del gusto

Lazio Innova lancia Food for Change a Terra Madre Salone del gusto

Si terra’ il 20 settembre 2018 il Food for Change a Torino nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto.

Organizzato da Lazio Innova in collaborazione con Slow Food e alla rete Enterprise Europe Network, Food for Change e’ un interessante evento di business matchmaking internazionale nel settore agrifood che offre ai partecipanti opportunita’ di occasioni di incontro e scambio. In particolare i partecipanti potranno  presentare, discutere e sviluppare nuove idee progettuali a livello internazionale, trovare il giusto partner tecnologico e/o anche costruire partnership di qualità in vista di progetti europei.  Sicuramente e’ un grande opportunita’ per avviare contatti e cooperazioni transnazionali  e di espandere il proprio network professionale.



Lazio Innova lancia Food for Change a Terra Madre Salone del gusto – I temi

L’evento ruotera’ intorno ai seguenti temi:

  • Health: biocontrol, organic processes, hygiene, functional food
  • Eco packaging
  • Sustainable productions
  • Bioeconomy
  • Food Design
  • Vertical farming
  • Smart food logistic
  • Digital value chains

 

Lazio Innova lancia Food for Change a Terra Madre Salone del gusto – Come partecipare

  • Accedere al sito https://gusto2018.b2match.io/ . Effettuare la registrazione on-line cliccando su Register seguendo gli step indicati – Entro il 16 settembre 2018
  • Scegliere Lazio Innova come Support Office
  • Inserire un cooperation profile, in lingua inglese, descrivendo le proprie tecnologie e la tipologia di partner che si intende incontrare, specificando le offerte/richieste tecnologiche, commerciali, di ricerca o di collaborazione che si desiderano promuovere.

Lazio Innova fornirà, ove richiesto, un supporto ai partecipanti per l’inserimento nel catalogo on-line del profilo, per la selezione dei partner più idonei da incontrare e durante gli incontri.

La partecipazione al B2B è gratuita.  Sono a carico dei partecipanti le spese di viaggio, vitto e alloggio.

Se hai bisogno del tuo profilo in inglese puoi contattarci, possiamo assisterti nel realizzarne uno idoneo allo scopo.

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Promuovere contenuti su LinkedIn - Sponsored Content

Promuovere contenuti su LinkedIn – Sponsored Content

Promuovere contenuti su LinkedIn – Sponsored Content

Hai sentito parlare tante volte di quanto sia efficace soprattutto nel business to business di promuovere contenuti su LinkedIn  – Sponsored Content o contenuti sponsorizzati; pensi di aver capito di cosa si tratta ma non ne sei sicuro?

Proviamo noi a spiegarti in modo semplice come promuovere contenuti su LinkedIn ovvero contenuti sponsorizzati di LinkedIn.

Promuovere contenuti su LinkedIn – Sponsored Content

Con i contenuti sponsorizzati puoi generare nuovi contatti,  fare brand awareness e consolidare le relazioni chiave in ogni fase del ciclo di vendita.





Promuovere contenuti su LinkedIn – Sponsored Content I suggerimenti pratici

Il Contenuto sponsorizzato è quindi un modo efficace per raggiungere e costruire relazioni durature con i professionisti che contano per la tua attività. Ottieni il massimo dalle tue campagne con questi suggerimenti per creare annunci efficaci, utilizzando strumenti gratuiti, test e ottimizzazione.