Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

 

Vi proponiamo in questa scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative un rapido ma completo excursus che parte dalla definizione di Start Up Innovativa per arrivare, appunto, all’elenco esaustivo di tutti i vantaggi e delle ulteriori misure governative realizzate a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione.

 

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative – Premesse e quadro normativo di riferimento

La definizione di Start Up innovativa è stata introdotta nel nostro Ordinamento dal Decreto Crescita 2.0. In via del tutto inedita, in favore di questa tipologia di impresa è stato predisposto – senza operare distinzioni settoriali o porre limite alcuno legato all’età dell’imprenditore – un vasto corpus normativo (artt. 25-32) che prevede nuovi strumenti e misure di vantaggio che incidono sull’intero ciclo di vita dell’azienda, dall’avvio alle fasi di crescita, sviluppo e maturazione.

Negli ultimi tre anni si sono registrati diversi interventi di potenziamento del quadro normativo originario. In particolare, successivi interventi normativi (Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76, noto come “Decreto Lavoro”, convertito con Legge del 9 agosto 2013, n. 99; Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, noto come “Investment Compact”, convertito con Legge del 24 marzo 2015 n. 33 ) hanno affinato e ampliato l’offerta di strumenti agevolativi previsti dal “Decreto Crescita 2.0”.

Inoltre ulteriori misure, anche non direttamente riconducibili al Decreto Crescita 2.0, sono intervenute ad arricchire il quadro normativo a sostegno dell’ecosistema delle startup e, più in generale, dell’imprenditorialità innovativa.

 

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative – Definizioni

Definizione di startup innovativa: alle misure agevolative possono accedere le società di capitale, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • sono nuove o comunque sono state costituite da meno di 5 anni;
  • hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • presentano un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuiscono e non hanno distribuito utili;
  • hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non sono costituite da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
  • infine, il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:
  1. almeno il 15% del maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo;
  2. la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;
  3. l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.

 

Imprese già costituite al 19 dicembre 2012: le società già costituite alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Legge 179/2012 e in possesso dei requisiti previsti dalla stessa, possono iscriversi alla sezione speciale del Registro delle Imprese e accedere ai benefici previsti per le startup innovative per un periodo di 4 anni, se la società è stata costituita entro i 2 anni precedenti, di 3 anni, se è stata costituita entro i 3 anni precedenti, e di 2 anni, se è stata costituita entro i quattro anni precedenti.

Per approfondimenti sulle scadenze temporali, è possibile consultare la circolare 16/E emessa dall’Agenzia delle Entrate l’11 giugno 2014.

Definizione di startup a vocazione sociale: possiede tutti i requisiti delle startup innovative e opera in alcuni settori specifici che la legge italiana considera di particolare valore sociale. La Circolare 3677/C emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 20 gennaio 2015 ha introdotto una nuova procedura di autocertificazione – estremamente agile e flessibile, fondata sulla rendicontazione dell’impatto sociale, sulla trasparenza e sul controllo diffuso delle informazioni – per il riconoscimento delle startup innovative a vocazione sociale. Contestualmente, per meglio accompagnare l’utente nella fruizione della nuova procedura, il Ministero ha pubblicato la Guida per la redazione del Documento di Descrizione di Impatto Sociale, frutto di una collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con diversi attori dell’imprenditoria sociale.

Definizione di incubatore certificato: deve soddisfare alcuni requisiti specifici definiti dal DM del 22 febbraio 2013, relativi ai locali, al management, alle attrezzature e, soprattutto, deve dimostrare comprovata esperienza nelle attività di sostegno all’avvio di imprese innovative. In questo modo la legge mira a individuare e valorizzare le strutture che offrono realmente ed efficacemente servizi di incubazione a nuove imprese innovative ad alto valore tecnologico.

Gli incubatori certificati beneficiano di alcune delle agevolazioni previste per le startup innovative (costituzione societaria mediate modello standard tipizzato; esonero da diritti camerali e imposte di bollo; possibilità di adottare piani di incentivazione in equity per dipendenti e collaboratori esterni; credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato; accesso semplificato e gratuito al Fondo Centrale di Garanzia.

 

Regime di pubblicità: le startup innovative e gli incubatori certificati devono registrarsi nelle rispettive sezioni speciali del Registro delle Imprese (startup; incubatori) create ad hoc presso le Camere di Commercio. L’iscrizione, gratuita, avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio territorialmente competente una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti su esposti. Questa flessibilità “in entrata” è bilanciata da due contrappesi: i controlli ex post effettuati dalle autorità competenti sull’effettivo possesso dei requisiti previsti; l’obbligo di aggiornare su base semestrale (scadenze 30 giugno e 31 dicembre) i dati forniti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, e di confermare una volta l’anno, contestualmente a uno dei due adempimenti semestrali, il possesso dei requisiti, pena la perdita dello status speciale e delle agevolazioni correlate (per approfondimenti è possibile consultare la circolare N. 3672/C emessa dal Ministero dello Sviluppo Economico il 29 agosto 2014; guida agli adempimenti informativi per startup e incubatori). Tali dati riguardano in via principale la tipologia di attività condotta, con particolare riferimento agli elementi caratterizzanti relativi all’innovazione tecnologica. Il registro speciale delle startup innovative viene reso pubblico in formato elettronico e aggiornato su base settimanale dal sistema camerale, in modo da dare pubblicità, favorire il monitoraggio diffuso e un dibattito qualificato e oggettivo sull’impatto che la nuova normativa avrà sulla crescita economica, l’occupazione e l’innovazione.

#ItalyFrontiers: in un’ottica di valorizzazione del patrimonio informativo prodotto dal Decreto Crescita 2.0, il 13 novembre 2015 è stata avviata una piattaforma online, denominata #ItalyFrontiers, che consente alle startup innovative di gestire un profilo pubblico in doppia lingua all’interno del sito http://startup.registroimprese.it/isin/home. Per ogni impresa è disponibile una scheda di dettaglio che contiene, oltre ai dati già iscritti nel Registro delle Imprese e resi pubblici con aggiornamento settimanale (ragione sociale, localizzazione geografica, anagrafica societaria, settore e attività di riferimento, classe dimensionale in termini di addetti, capitalizzazione e valore della produzione), un’ampia gamma di informazioni afferenti allo stadio di sviluppo del business, alle caratteristiche del team, alla tipologia di prodotto o servizio realizzati, alle esigenze di finanziamento, al capitale raccolto e al mercato di riferimento. Una volta sottoscritte con firma digitale dal legale rappresentante (guida alla compilazione), queste informazioni sono accessibili a tutti nel profilo pubblico dell’impresa. La somma di queste schede consente la creazione di una vera e propria vetrina online delle startup innovative, su cui si possono affacciare imprese tradizionali interessate ad avviare collaborazioni sull’innovazione e investitori italiani ed esteri alla ricerca di nuove opportunità.

 

 

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative – Tutte le agevolazioni.

  1. Costituzione e successive modificazioni mediante modello standard tipizzato con firma digitale (Art. 4, comma 10 bis Investment Compact):

le startup innovative e gli incubatori certificati potranno redigere l’atto costitutivo e le sue successive modifiche anche mediante un modello standard tipizzato facendo ricorso alla firma digitale, in analogia a quanto già previsto per i contratti di rete. L’atto costitutivo e le successive modificazioni sono redatti secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016 e sono trasmessi al competente ufficio del Registro delle Imprese. Per fruire della nuova procedura è necessario attendere la realizzazione del portale dedicato e l’emanazione del decreto direttoriale recante le specifiche tecniche.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

  1. Esonero da diritti camerali e imposte di bollo:

startup innovative e incubatori certificati non dovranno pagare il diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio, nonché, come chiarito dalla circolare 16/E emessa dall’Agenzia delle Entrate l’11 giugno 2014, i diritti di segreteria e l’imposta di bollo abitualmente dovuti per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

  1. Deroghe alla disciplina societaria ordinaria:

alle startup innovative costituite in forma di s.r.l., è consentito di: creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); effettuare operazioni sulle proprie quote; emettere strumenti finanziari partecipativi; offrire al pubblico quote di capitale. Molte di queste misure comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della s.r.l., avvicinandola a quella della s.p.a.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

  1. Proroga del termine per la copertura delle perdite: in caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

       5. Deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica:

 le startup innovative non sono soggette alla disciplina delle società di comodo e delle società in perdita sistematica. Pertanto, nel caso conseguano ricavi “non congrui” oppure siano in perdita fiscale sistematica non scattano nei loro confronti le penalizzazioni fiscali previste per le cosiddette società di comodo, ad esempio l’imputazione di un reddito minimo e di una base imponibile minima ai fini Irap, l’utilizzo limitato del credito Iva, l’applicazione della maggiorazione Ires del 10,5%.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

6. Esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti IVA (art. 4, comma 11 novies Investment compact):

la normativa ordinaria che prescrive l’apposizione del visto di conformità per la compensazione in F24 dei crediti IVA superiori a 15.000 euro può costituire un disincentivo all’utilizzo della compensazione orizzontale. Con l’esonero dall’obbligo di apposizione del visto per la compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro le startup innovative possono ricevere rilevanti benefici in termini di liquidità durante la delicata fase degli investimenti in innovazione.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

7. Disciplina del lavoro tagliata su misura: le startup innovative sono soggette, salvo alcune varianti specifiche, alla disciplina dei contratti a tempo determinato prevista dal Decreto Legge 81/2015 (cd. “Jobs Act”).

La startup innovativa può pertanto assumere personale con contratti a tempo determinato della durata massima di 36 mesi. All’interno di questo arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte, senza i limiti sulla durata e sul numero di proroghe previsti dal Jobs Act. Dopo 36 mesi, il contratto potrà essere ulteriormente rinnovato una sola volta, per un massimo di altri 12 mesi, e quindi fino ad arrivare complessivamente a 48 mesi. Trascorso questo periodo iniziale, tipicamente caratterizzato da un alto tasso di rischio d’impresa, il rapporto di collaborazione assume la forma del contratto a tempo indeterminato. A differenza di quanto avviene per le altre imprese, le startup innovative con più di 5 dipendenti non sono tenute a stipulare un numero di contratti a tempo determinato calcolato in rapporto al numero di contratti a tempo indeterminato attivi.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

8. Facoltà di remunerare il personale in modo flessibile:

fatto salvo un minimo tabellare, è lasciato alle parti stabilire quale parte della remunerazione sia fissa e quale variabile. La parte variabile può consistere in trattamenti collegati all’efficienza o alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti, incluso quanto al punto successivo.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

9. Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale:

startup innovative e incubatori certificati possono remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. Il regime fiscale e contributivo che si applica a questi strumenti è vantaggioso e concepito su misura rispetto alle esigenze tipiche di una startup.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

10. Credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato (CIPAQ 2012-2014, valido per le assunzioni avvenute entro il 31 dicembre 2014):

è stato definito un accesso prioritario alle agevolazioni per le assunzioni di personale altamente qualificato nelle startup innovative e negli incubatori certificati. Tali agevolazioni consistono in un credito d’imposta pari al 35% del costo aziendale totale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato, anche con contratto di apprendistato, nel primo anno del nuovo rapporto di lavoro.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

11. Introduzione di incentivi fiscali per investimenti in startup innovative provenienti da persone fisiche (detrazione Irpef del 19% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 500mila euro) e giuridiche (deduzione dall’imponibile Ires del 20% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 1,8 milioni di euro) per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016:

gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti in startup, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in startup. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda le startup a vocazione sociale e quelle che sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (detrazione Irpef al 25%; deduzione dall’imponibile Ires al 27%).

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

12. Possibilità di raccogliere capitali con campagne di equity crowdfunding su portali online autorizzati.

 Nel 2013 l’Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di un regolamento dedicato. A inizio 2015 il citato Decreto Legge “Investment Compact” ha rafforzato lo strumento con l’introduzione di tre importanti novità: anche le PMI innovative possono effettuare campagne di equity crowdfunding; così anche gli OICR e le altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative e in PMI innovative, evoluzione, questa, che permette la diversificazione di portafoglio e la riduzione del rischio per l’investitore retail; in via derogatoria rispetto alla disciplina ordinaria, il trasferimento delle quote di startup innovative e PMI innovative viene dematerializzato, con conseguente riduzione degli oneri connessi, in un’ottica di fluidificazione del mercato secondario. Con la delibera del 24 febbraio 2016 Consob ha aggiornato il Regolamento assorbendo le evoluzioni sopra citate e apportando ulteriori semplificazioni: le verifiche di appropriatezza dell’investimento possono essere eseguite anche dagli stessi gestori dei portali e non più solo dalle banche, portando online l’intera procedura. Inoltre, nel novero degli investitori professionali autorizzati sono state ammesse due nuove categorie: gli “investitori professionali su richiesta”, individuati secondo la disciplina europea Mifid sulla prestazione dei servizi di investimento, e gli “investitori a supporto dell’innovazione”, nozione che include attori come i business angel.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

13. Intervento semplificato, gratuito e diretto per le startup innovative al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.

La garanzia copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alle startup innovative e agli incubatori certificati, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

14. Sostegno ad hoc nel processo di internazionalizzazione delle startup da parte dell’Agenzia ICE:

include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione. In particolare, è stata autorizzata l’emissione della “Carta Servizi Startup” che dà diritto a uno sconto del 30% sulle tariffe dei servizi di assistenza erogati dall’Agenzia.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative

15. Fail-fast:

sono state introdotte procedure volte a rendere più rapido e meno gravoso il processo che si mette in moto nel caso in cui la startup non decolli. Nello specifico, le startup sono soggette alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, con esclusione, in particolare, della procedura di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa. Le startup innovative sono dunque annoverate tra i soggetti non fallibili, allo scopo do consentire loro l’accesso alle procedure semplificate per la composizione della crisi in continuità e di ridurre i tempi per la liquidazione giudiziale, evitando al contempo le conseguenze anche in termini reputazionali del fallimento.

Scheda di sintesi delle agevolazioni per le start up innovative – Ulteriori Misure

In aggiunta a quanto disposto dal Decreto Crescita 2.0, il Ministero dello Sviluppo Economico è impegnato in altri programmi di sostegno all’ecosistema dell’innovazione:

  1. Smart&Start Italia
  2. Programma Italia Startup Visa
  3. Programma Italia Startup Hub
  4. Contamination Lab
  5. Investment Compact
  6. Misure a favore dell’innovazione tecnologia

a) Credito d’imposta R&S

b) Patent Box

 

Fonte Ministero dello Sviluppo Economico

 

Moretta Business Consulting è uno studio di consulenza specializzato in strategie commerciali e digitali ed internazionalizzazione di Micro e Piccole Imprese e Start Up.

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