L'arbitrato nei contratti internazionali

L’arbitrato nei contratti internazionali

L’arbitrato nei contratti internazionali 

In un precedente articolo abbiamo fornito una sintetica panoramica della gestione delle controversie nell’ambito della contrattualistica internazionale trattando anche, in modo veloce, dell’arbitrato.  Con il presente articolo andiamo intendiamo approfondire un pò il concetto di arbitrato.

L’arbitrato nei contratti internazionali 

L’arbitrato è disciplinato da diverse convenzioni internazionali, tra cui la più famosa è la Convenzione di New York del 1958, alla quale aderiscono molti Stati. Seguono le altre come la Convenzione di Ginevra del 1961 e quella di Amman del 1987 che ha comportato l’adesione dei Paesi dell’area mediorentale.

Il procedimento arbitrale termina con una decisione detta “lodo arbitrale” e l’importanza delle convenzioni internazionali è proprio quella di riconoscere l’esecutività del lodo nei Paesi aderenti escludendo così il rischio che la decisione degli arbitri, anche se ritenuta vincolante ai fini del contratto, non assolva poi di fatto alla sua funzione.

Il lodo arbitrale è privo di quel carattere di pubblicità proprio delle sentenze, per cui non essendo accessibile a tutti garantisce la segretezza della controversia evitando alle parti il danno all’immagine che molto spesso un giudizio ordinario provoca, con conseguenze economiche rilevanti. Questo è un altro fattore da ascrivere alla diffusione dell’arbitrato a livello internazionale.

 

L’arbitrato nei contratti internazionali  – Le diverse tipologie

Le parti possono decidere se servirsi di un arbitrato “ad hoc” (o irrituale) dove sono loro stesse che decidono le regole, la composizione, le modalità di giudizio (cioè se gli arbitri debbano decidere secondo diritto, secondo equità o entrambe).

In alternativa le parti potranno rifarsi ad arbitrati “istituzionali” (cd. rituali) cioè disciplinati dai regolamenti emanati da organizzazioni quali la Camera di Commercio Internazionale di Parigi (ICC) o di Stoccolma, le quali hanno provveduto ad istituire vere e propri corti arbitrali.

Tali organismi redigono delle liste di arbitri così da facilitare la scelta delle parti in base alle competenze degli arbitri stessi. Vale la pena ricordare che spesso gli arbitri non sono necessariamente giuristi (anche se è opportuno che almeno uno lo sia) così da poter disporre di persone con competenze tecniche in rapporto alla controversia.

 

L’arbitrato nei contratti internazionali  – La clausola arbitrale 

Con la clausola arbitrale le parti devono determinare:

  • la sede dell’arbitrato
  • il numero degli arbitri
  • come procedere alla loro nomina
  • quali procedure saranno applicabili
  • quale sarà la lingua da utilizzare
  • se la competenza del collegio deve considerarsi esclusiva o meno

 

L’arbitrato nei contratti internazionali  – Requisiti per gli arbitri

Requisito importante degli arbitri è l’indipendenza, quindi non avere avuto in precedenza contatti, legami o rapporti con nessuna delle parti che possano inficiare la validità del lodo, evitando così di dare adito alla parte che si ritiene danneggiata di promuovere l’appello.

Tutto ciò ovviamente deve essere disciplinato dalla clausola arbitrale che deve essere inserita nel contratto, e a tal proposito evidenziamo l’importanza di una attenta analisi di quello che si decide in fase di redazione della stessa, onde evitare spiacevoli effetti inaspettati.

 

L’arbitrato nei contratti internazionali  – I limiti

Uno degli ostacoli alla diffusione dell’arbitrato è il costo elevato che la procedura comporta. La scelta deve quindi essere valutata anche in base ai parametri di natura economica, relativi all’oggetto del contratto, nonchè alla entità delle possibili controversie che possono nascere dalla sua esecuzione.

Altra limitazione è data dal fatto che non tutte le controversie possono essere decise tramite arbitrato, e qui ci riferiamo a tutte le volte che una controversia verta su diritti indisponibili, sottratti dalla legge alla libera disponibilità delle parti o sui rapporti di lavoro con i dipendenti.


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